Intervista ai Ginebra: tradizione rock -grunge dal cuore della Lombardia

Intervista ai Ginebra

I Ginebra sono una giovane band nata a Mantova nel 2008. La formazione definitiva del gruppo è composta da Paolo Zanchi (batteria), Gabriele Bottoli (basso), Davide Cappi (voce) e Michele Conversi (chitarra). Hanno debuttato da poco con l’album “La paura della Pioggia”, dove l’alternative-rock molto è contaminato dal grunge e si affrontano temi che fanno dalle storie intime alle tematiche sociali. Oggi li conosciamo meglio con un’intervista al loro chitarrista Michele.

Nati nel 2008, i Ginebra hanno pubblicato “La Paura della Pioggia” nel 2012, sfornando un album di nove brani pieno di suoni ruvidi, che devono molto alle band che sono tra le loro preferite, come gli Afterhours e i Ministri. Nove canzoni potenti, che affrontano le tematiche sociali ma parlano anche dei problemi di tutti i giorni.

Tra le tante canzoni, una delle più belle è “Uccidono i poeti”, di cui i Ginebra hanno caricato su Youtube un video molto intenso.

Adesso, mentre ascoltiamo la loro canzone, scambiamo quattro chiacchiere con Michele.

  • Come è nato il vostro nome e cosa significa?

Ginebra prima di tutto è un suono, un suono che ci piace. La parola Ginebra nasce da una costruzione mentale attorno al pianta del ginepro ed alle sue bacche, tanto amare quanto ricche di effetti benefici. Il parallelo  rimanda direttamente alla nostra musica che, per alcuni contenuti, crediamo amara e non immediatamente fruibile a chi, in questa vita frenetica, non ferma mai il cervello ad ascoltare ciò che gli altri hanno da dire.

  •  Cosa volete trasmettere con la vostra musica del vostro  album, Paura della pioggia?

L’album “Paura della Pioggia” racconta la nostra timida visione di provincia di questa situazione generazionale tremenda che tenta di chiudere a tutti noi le opportunità per lasciarle aperte a pochi eletti.
Il disco parla di quanto abbiamo bisogno di sfogare la rabbia e di quanto abbiamo bisogno di smetterla di subire angherie: noi dobbiamo ribellarci, sbarrare le acque sotto i ponti! Non possiamo più far correre questi fiumi di gente che se ne approfitta! 
Dal secondo dopoguerra abbiamo ereditato una situazione politico-economica prima di povertà, poi di crescita senza controllo e ora di implosione: le forme si sono evolute, gli attori diversificati, la sostenibilità è mutata..è necessario prima di tutto rendersene conto per attuare un cambiamento radicale nelle nostre teste! 

  • Ci raccontate un pò il significato del singolo ” Uccidono i poeti?

 “Uccidono i Poeti” parla della situazione dei poeti (e degli artisti in senso lato) all’interno della società attuale. Li stanno uccidendo tutti.
La cultura e l’arte oggigiorno non sono viste come aiuti concreti a vivere meglio…sono considerate come se fossero un di più, quasi come fossero dei beni di lusso! Nelle cronache esse sono quasi sempre (più o meno inconsciamente) le prime a subire riduzioni o tagli. 
E non parlo solo a livello di istituzioni, ma soprattutto a livello di scelte personali! 
Ad ogni modo mi piace considerare artisti tutti quelli che sentono il bisogno di dare qualcosa alla collettività in una sorta di scambio emotivo-culturale. Ed è di loro che abbiamo bisogno oggi per il rinnovamento della nostra mentalità.

  • Com’è nato l’album?

L’album è nato dalle idee e dalle proposte di ognuno di noi ed ha segnato una prima evoluzione e maturazione del gruppo. 
Musicalmente la sezione ritmica ha dato un’impronta forte derivata dal proprio bagaglio di ascolti progressive; la voce è invece stata molto “indipendente” perché ha mantenuto il suo stile poco contaminato in tutti i pezzi del disco. L’aspetto melodico invece lo si deve a influenze molto trasversali delle chitarre.
Moralmente l’album nasce dalla nostra voglia di comunicare con un pubblico che speriamo sia sempre maggiore.
infine, per quanto riguarda i testi, abbiamo sempre cercato di avere un orecchio di riguardo: in Italia e in italiano non sono separabili dalla musica… bisogna sempre trovare il giusto equilibrio tra i due.

  • Secondo voi quanto sono utili i social per una band emergente? Voi quali usate e perché?

 I social network per una band emergente possono essere molto importanti. Noi infatti siamo presenti sul web sia col nostro sito ufficiale (www.ginebra.it), sia su Facebook e Twitter, oltre a tutti gli altri social di cui si ricorda il nome solo Paolo (Sir Paul il nostro batterista). 
Sicuramente, se affiancati a una buona quantità di live, possono dare visibilità e alimentare il seguito della band.

  • Quali sono le news sulla vostra attività in studio e live?

 Ci saranno spero presto news per quanto ci riguarda e ruoteranno attorno al nuovo album che già stiamo sperimentando in parte live, e di cui stiamo definendo proprio in questi giorni la produzione.

Grazie  Michele per la bella intervista e in attesa del nuovo album, vi consiglio di seguire l’attività live dei Ginebra, perchè li sentirete molto in giro. Ma se volete seguirli anche sul web, ecco tutti i loro contatti, dove potete trovare lo streaming del loro album.

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